La patata di Oreno: il tubero d'oro

 

Un agricoltore, il cui grano vinceva

sempre il primo premio alla fiera regionale,

aveva l’abitudine di dividere i semi migliori

con tutti i contadini del vicinato.

Quando gli chiesero perché, egli rispose:

“Il vento solleva il polline e lo trasporta

da un campo all’altro, perciò se i miei vicini

coltivassero un grano di qualità inferiore,

l’impollinazione crociata

impoverirebbe la qualità del mio raccolto.

Ecco perché ci tengo

che essi piantino solo i semi migliori”.

Tutto ciò che diamo agli altri lo diamo a noi stessi.

(Anthony De Mello, la preghiera della rana)

 

Le origini della patata

La patata è oggi il quarto cibo più consumato al mondo e nutre ogni giorno più di un miliardo di persone. Abitualmente le patate che consumiamo appartengono al genere Solanum, un vasto gruppo di prodotti agricoli di cui fanno parte altre duemila specie, tra cui il pomodoro, il peperone, la melanzana, il tabacco.

La patata ha origine nei vasti altipiani della Cordigliera delle Ande ed è arrivata in Europa solo nell'ultimo quarto del XVI secolo, dopo la scoperta dell'America. 

Al tempo, però non avevano tutta l'importanza che hanno oggi nell'alimentazione del popolo. Infatti erano considerate più per la bellezza e la particolarità delle infiorescenze e venivano impiegate per alimentare il bestiame e sfamare gli strati più poveri della popolazione. Crescendo sotto terra erano ritenute poco salubri se non addirittura velenose!

Occorre attendere il Settecento e un lungo elenco di conflitti per vedere la patata affermarsi come alimento indispensabile per il nutrimento delle truppe in battaglia; eserciti in perenne spostamento su terre coltivate, dove tutto veniva calpestato e distrutto, tranne i tuberi.

La produttività della patata è straordinaria, addirittura dieci volte superiore a quella di frumento, orzo e segale. Oggi ne esistono migliaia di varietà con caratteristiche ideali per ogni latitudine e condizione climatica. La patata è un alimento insostituibile nella dieta di quasi tutte le popolazioni mondiali, dal Circolo polare artico fino alla punta meridionale del Sud America.

 

La tradizione di Oreno: la Biancona

La patata tradizionale di Oreno era la Biancona, con la buccia liscia giallastra e la polpa candida. Le patate bianche di Oreno avevano un sapore molto particolare, ricco e intenso, ideali in cucina per realizzare impasti, gnocchi, crocchette e purè.

Nel corso del Novecento, quella particolare patata fu sostituita da altre varietà più produttive – in particolare la Kennebec - fino a scomparire quasi del tutto.

Il processo di industrializzazione degli anni Sessanta ha sconvolto il paesaggio agricolo della Brianza, le abitudini di vita e le pratiche di lavoro della comunità.

La Sagra della Patata nacque proprio per valorizzare il paese e offrire ai contadini di Oreno “una giornata diversa dalle altre”, ma fu anche il primo passo verso un’intelligente e appassionata difesa del territorio e del suo patrimonio di prodotti, saperi, conoscenze.

 

La sagra della patata

Il successo della manifestazione ha assunto un significato che ha saputo andare oltre la semplice attività ricreativa e turistica, riportando attenzione e interesse sulla cultura materiale brianzola, stimolando progetti di ricerca, attività di recupero e coraggiosi ritorni alla campagna.

Alla fine degli anni Novanta, la produzione locale stava infatti toccando livelli minimi tali da mettere in pericolo l’esistenza stessa della coltivazione e dei pochi produttori rimasti. Per fermare quel progressivo declino, fu avviato un progetto di valorizzazione della patata di Oreno da parte del Comune di Vimercate (di cui Oreno è frazione), su stimolo e proposta di alcuni tecnici in accordo con i pochi produttori rimasti e il Circolo culturale di Oreno.

Le superfici attuali sono nell’ordine dei 15 - 20 ettari, con una produzione che varia tra i 4.500 e i 6.000 quintali lordi annui, appena sufficiente per soddisfare il consumo locale. È stato inoltre intrapreso un percorso di ricerca e riproduzione di tuberi riconducibili a quelli coltivati alla metà del Novecento a Vimercate e dintorni.

Ha dunque preso vita una piccola filiera che ha permesso di affiancare alla varietà commerciale Kennebec i tuberi di antica memoria: la “Bianca di Oreno” o “Bianca di Brianza”. Sono stati condotti studi e prove di confronto, verso un possibile inserimento nel Registro nazionale delle varietà da conservazione.